Era la quarta puntata di Dinner Club, il format televisivo che viaggia per lo stivale con Carlo Cracco ed altri volti nomi del cinema e della televisione. Così tutte le aspettative create tra il pubblico dovevano rispettarsi. Valerio Mastandrea doveva andare in Cilento con Carlo Cracco percorrendo in bicicletta parte della splendida Via Silente. Prima tappa Felitto per dormire al Rifugio del Calore. Il giorno dopo li avrebbe attesi Guido Ruocco che sul nostro portale grandichef.com è dall’inizio con la sua Azienda Agricola il Fico di cui abbiamo raccontato qui tra i nostri fornitori eccellenti. Si sarebbe trattato per Carlo Cracco e Valerio Mastandrea di fare una scorpacciata di fichi bianchi del Cilento. Dal fico munnato a tante altre prelibatezze che conosciamo bene per mano di Guido Ruoco e della sua splendida azienda che del fico, della sua tradizione e della coltivazione biologica ha fatto la sua passione di vita e di lavoro.

L’incontro tra Carlo Cracco, Valeria Mastandrea e Guido Ruocco sarebbe stato raccontato come meglio non si potrebbe. E così è stato. Un momento che vi riproponiamo qui di seguito e che mette in scena anche tutta la saggia ironia di Guido (Paris) Ruocco. Quella naturalezza che è venuta fuori tutta nel corso delle riprese per chi come Guido Paris Ruocco sa stare nella scena, incantare i visitatori con quel modo unico di raccontare la sua storia di vita e di produzione. Guido ha seguito i risvolti delle riprese, ha raccontato i suoi inizi e, mescolate alle necessità dei tempi televisivi, fornito una serie di informazioni utili per chi vuole capire e degustare il fico bianco del Cilento. Ecco il risultato finale…

Il viaggio poi è proseguito tra gli incanti di una terra bellissima attraverso la zipline per raggiungere Capaccio e il Ristorante stellato – Le Trabe Tenuta Capodifiume di Marco Rispo, anch’egli raccontato da noi nel gruppo degli chef stellati di grandichef.com per assaggiare gli spaghetti bufala bufala bufala ed esaltare così un altro prodotto tipico cilentano: la mozzarella di bufala appunto. Presso le storiche sale della La Cantina del Marchese a Marina di Camerota, Carlo Cracco e Valerio Mastandrea sono arrivati ad assaggiare la maracucciata. Si tratta di un piccolo legume, il maracuccio, molto simile alla lenticchia che si coltiva solo in quella zona dove si usa molirlo assieme al grano. Viene fuori una polentina che si accompagna con i ceci maritati. Da lì al Cono a Rofrano il passo è stato breve dacché andavano in tavola gli spaghetti di farina di castagne esemplare di un piatto povero con il quale i cilentani usavano superare la crisi economica dei tempi diversi. Altra scoperta per Carlo Cracco e Valerio Mastandrea sono stati e i bucchinotti che si preparano con castagne e cioccolato e sono un piatto tipico del carnevale. Il viaggio nel Cilento per Cracco a Mastandrea si è concluso a Castelnuovo del Cilento lungo la stessa via Silente per andare a gustare il caciocavallo del migrante, un formaggio semiduro che racchiude un gustoso salume al suo interno. Lo si “inventò” a causa la legge degli Stati Uniti, terra di tanti emigranti cilentani, proibiva l’introduzione di carni e di salumi, mentre, al contrario, i formaggi erano ammessi. I contadini cilentani, in cerca di fortuna, diedero vita all’idea di inserire i salumi nel caciocavallo, per eludere i controlli e portare con sé i sapori di casa.