Il Natale di Alfonso Iaccarino, tra piatti, pastori e ricordi

Ha creato uno stile, una nuova strada per la enogastronomia italiana in un momento nel quale l’enogastronomia italiana poteva scomparire davanti alla forza delle multinazionali che stavano nascendo. Ha aperto un solco che sarebbe poi stato seguito da molti altri giovani chef oggi sono anch’essi stelle Michelin. Ha saputo dare alla penisola sorrentina un ruolo primario nel mondo dell’alta cucina italiana, della ricettivitร , dell’arte di accogliere e della ristorazione. Sta di fatto che lo chef Alfonso Iaccarino, che oggi assieme alla moglie Livia e ai figli Ernesto e Mario, guida una realtร  che si fa vanto in Italia e nel mondo, puรฒ riannodare, assai bene, i ricordi dei tanti Natali vissuti in Italia ed altrove in questi decenni perchรจ il Natale รจ anche una festa della tavola e dei sapori. Pur sempre con il rigore della tradizione, la tracciabilitร  dei prodotti, il buon gusto dei piatti serviti. Cosรฌ, gli abbiamo chiesto di ricordare il suo Natale per grandichef.com. Ne รจ venuto fuori un viaggio tra i tanti ricordi ma anche tra le pareti domestiche, tra i pastori arravati a casa Iaccarino e sempre esposti, da ogni parte del mondo. Un ritratto inedito, con gli auguri per il nuovo 2018, che รจ anche aneddoto, vernissage, documento e memoria.

Abbiamo incontrato lo chef di Sant’Agata sui due golfi, Alfonso Iaccarino, due stelle Michelin, poche ore prima del Natale 2017. L’ingresso del “Don Alfonso” รจ insolitamente deserto. E lo รจ solo quando la stagione estiva รจ alle spalle e la struttura รจ chiusa al pubblico. Ma il fascino รจ lo stesso. Nel viale,ย Livia Iaccarino sovraintende a tutto ciรฒ che di necessario si dovrร  fare per rimettere a posto ogni dettaglio. Dall’impianto del freddo alla tonalitร  cromatica delle suite che sono al primo piano. Dagli impianti della cucina ai luoghi della produzione. Come parti di un’orchestra ogni cosa qui deve funzionare alla perfezione. E la stagione del riposo (che riposo non dร ) ha tutto il suo fascino. In mezzo c’รจ il Natale, la festa piรน profonda, piรน intima, piรน globale che possa esserci. Scava nei ricordi, nell’infanzia di ciascuno. Anche in quella di Alfonso Iaccarino a cui abbiamo chiesto semplicemente di raccontare il suo Natale.

I piatti, il nonno, gli inizi, Livia, i prodotti di un Natale che era, il ricupero della memoria. Non รจ il primo incontro che grandichef.com ha il piacere di avere con Alfonso Iaccarino, tra i primi firmatari due anni fร  del nostro Manifesto per la tutela e la promozione della cucina italiana. Lo chef Alfonso รจ un fiume in piena. Parla con il cuore, parla con gli occhi che si fanno piรน lucidi: diventano espressione di un vissuto per il quale Alfonso Iaccarino non smette di ringraziare il buon Dio. Ci porta sulle scale dove ci sono i trofei, quadri, riconoscimenti importanti da ogni parte del mondo. E poi ci sono i pastori, sempre esposti, accuratamente esposti in vetrine affisse al muro, negli angoli dei ballatoi. A casa Iaccarino il Natale รจ un percorso che dura un anno e arriva anche in tutte le parti del mondo presso le quali Alfonso ed Ernesto Iaccarino, chef padre e chef figlio, assieme a Livia, la donna di casa e a Mario, il figlio che si dedica al management dell’azienda, portano tutta la loro esperienza, il successo che hanno avuto, quello stile che Alfonso Iaccarino seppe intuire e vivere dapprima dentro l’orizzonte di un progetto. Intervistato dal nostro Francesco De Rosa, lo chef Alfonso Iaccarino pone l’attenzione sui Natali giร  vissuti. Il cotechino, i cannelloni, la frutta secca, la cacciaggione (Alfonso Iaccarino รจ da sempre un cacciatore), le mele e le altre cose che riempivano la tavola dentro l’albergo del nonno che viveva qui.

Ospitali come pochi, Alfonso e Livia Iaccarino, assieme ai figli Ernesto e Mario, sono oggi spesso in giro per il mondo guidati dalle consulenze a cui hanno dato sostegno. Ma il Natale lo si fa assieme, come la stagione nella quale questi luoghi sono pieni di vita e di persone che arrivano da ogni parte del mondo. D’estate il “Don Alfonso” รจ un crocevia, un mondo nel mondo, un luogo dove buona cucina, ricerca enogastronomica, abnegazione e amore per un settore si danno appuntamento. D’estate odi il rumore delle pentole nel ritmo frenetico di una brigata che Ernesto Iaccarino guida con grande attenzione e rispetto. Questo Natale alle porte riassume anche il cammino che si รจ fatto e riporta l’attenzione sulle origini. Ecco allora il cortometraggio che vi proponiamo con gli auguri finali di Alfonso Iaccarino per uno splendido 2018 che lo chef di Sant’Agata sui due golfi sottolinea prima di congedarsi.

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