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Con lo chef Giuseppe Romano la cucina italiana ha fatto ponte tra Campania e Calabria

Nacque in Campania lo chef Giuseppe Romano in un posto che nel nome ha un presagio: Villaricca. Era il 1971. Tredici anni appena e si affacciava nel mondo della cucina italiana. Iniziò la propria formazione come commis in cucine del posto e nell’alberghiero dietro casa sua. Appena un approdo per arrivare a cercare lungo le strade di Napoli quei nuovi stimoli che ad una gavetta non fanno mai male. E poi la scuola e tant’altra gavetta fino all’attesa qualifica professionale.

Con l’aiuto dei suoi genitori aprì una sua attività mentre organizzava, nel contempo, il lavoro per un catering dal profilo alto. Gli anni trascorsi fuori nazione lo hanno portato dapprima in Germania e poi in Giappone dove fu chiamato a gestire la cucina di un noto ristorante di Tokio.

Poi è arrivato l’amore della vita, una ragazza calabrese che è diventata sua moglie. Praticamente un ponte saldo tra Campania e Calabria. Così, oggi lo chef Giuseppe Romano, cucina gourmet che sogna le stelle e si ritrova già da tempo su molti itinerari delle maggiori riviste e guide di cucina italiana, lo troviamo a Picco Calabro, un luogo fantastico che ha scorci di mare e i sapori intensi de fogliami, frutti e prodotti che sanno solo di salubrità, territorio e tradizioni che contano molto da queste parti. “ME Restaurant” è il suo, il loro ristorante dove assieme allo chef Giuseppe Romano la moglie sa tessere orizzonti di lavoro e di gusto. Per iniziare a raccontarlo qui nel gruppo de i gourmet di grandichef.com gli abbiamo chiesto un po’ di cose, le prime che avevamo fretta di sapere. Prima ancora delle ricette, della riapertura già avvenuta sotto il segno di un’estate italiana e delle sue prossime iniziative.

Ci racconta le Sua evoluzione in cucina? Quando nasce chef? Dove e “grazie” a chi?

La mia passione è stata sempre la forza e la spinta nella mia crescita sin da quando ero garzone.

Se ci dovesse descrivere il carattere della sua cucina cosa direbbe?

Il carattere della mia cucina lo definisco deciso, esuberante e affidabile.

Che cosa ha portato della “sua” Campania nella “sua” Calabria dove ha sede “ME restaurant”?

Con me dalla Campania ho portato l’umiltà e la voglia di crescere

Come ha vissuto quella è stata probabilmente la più grande preoccupazione del mondo enogastronomico italiano? Ci riferiamo alla brutta esperienza della pademia e alla conseguente chiusura di tutti i ristoranti?

Ho vissuto questo tragico momento con tanta preoccupazione per il mondo dell’enogastronomia perché tutto il domani per noi sembrava incerto e surreale con molti pensieri negativi sul domani e con la preoccupazione di dover resettare tutto il lavoro fatto da anni ma poi per fortuna eccoci qua.

Come sta vivendo la ripresa? Come l’ha organizzata?

La ripresa è molto lenta ma siamo fiduciosi adesso dopo aver visto ritornare i nostri clienti che anche con un sorriso hanno donato a noi tanta fiducia. Non abbiamo avuto grossi problemi nell’organizzare la ripartenza perché da sempre non facciamo massa quindi possiamo gestire il tutto con le giuste precauzioni.

Come si trova in Calabria dove vive e lavora?

La Calabria per me è stata la mia seconda casa la quale mi ha accolto con tanto affetto poi con moglie e figlia Calabrese oggi mi sento calabrese anch’io poi Pizzo per me è un paese meraviglioso con tanto passato che mi riporta in Campania come il castello di Murat quindi sono sempre e ovunque a casa.

Come sarà la cucina italiana e l’esperienza del cliente nei prossimi mesi?

La cucina Italiana sarà sempre in crescita nei prossimi mesi e grazie ai format televisivi i nostri clienti sempre più informati ed appassionati di tutto ciò che gira dietro la ristorazione.

Chi sono i grandi chef a cui lei si è ispirato?

Diciamo che la mia cucina è ispirata al grande Gennarino Esposito, Antonino Cannavacciuolo con qualche nota del grande Key Kobayashi.

Che cosa sogna da grande?

Abbiamo tutti dei sogni nel cassetto ma quello più importante è  portare il mio ristorante a livelli altissimi per lasciare a mia figlia un futuro.

Ci dica tre buoni motivi per recarsi da lei a Pizzo questa prossima estate…

I tre buoni motivi per venire a Pizzo quest’estate sono il mare, il Tartufo  e il ME Restaurant

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