Il docufilm su Antonio Zaccardi che qui vi proponiamo prodotto per la prima videoteca italiana dei grandi chef stellati che grandichef.com sta realizzando in giro per l’Italia, ha dentro tutte le trame che il genio talentuoso del centro Italia ha portato in giro e accresciuto nelle sue importanti esperienze da quando aveva appena 17 anni. Una scuola fatta sul campo con grandi maestri. Intanto pochi giorni fa, il 14 giugno, ha compiuto 41 anni. Nacque, infatti, ad Agnone nel 1978 Antonio Zaccardi. Dopo 12 anni vissuti accanto allo chef pluristellato Enrico Crippa ad Alba, nei tesori delle Langhe, di cui è stato Sous Chef, dal 1 maggio 2018 il ragazzo talentuoso e geniale che mette davanti a tutto i suoi sentimenti, è al “Pashà” di Conversano, in provincia di Bari, nella stessa cucina dove troviamo Maria Cicorella, signora dell’alta cucina italiana, che ha conquistato e difende la sua stella Michelin. Qui, Antonio Zaccardi ci è arrivato per un progetto costruito all’istante da Antonello Magistà, dalla mamma Maria Cicorella e da lui che in Puglia ha radici per ragioni d’amore (di Castellaneta è sua moglie, la pastry chef Angelica Giannuzzi) e di passioni per il cuore di quel meridione d’Italia di cui è da tempo innamorato. Ora il “Pashà” è una sorta di “laboratorio enogastronomico” dove, accanto alle prelibatezze che hanno reso famosa la cucina di Maria Cicorella, sono arrivati i piatti di Antonio Zaccardi frutto di esperienze esaltanti, di convivenze con chef pluristellati ma soprattutto di una curiosità mai doma e di una ricerca continua (come vedrete nel docufilm su di lui girato) a caccia di produttori e di prodotti del territorio.

Quando si trattò, più di due anni fa, di lasciare “Piazza Duomo” Antonio Zaccardi ebbe parole di gratitudine e stima ma c’era anche, in quelle parole, una sfida per il futuro che è già cominciato: “In questi anni – disse – sono state molte le esperienze fatte e le avventure condivise, i piatti inventati e cucinati, ma soprattutto grande l’insegnamento ottenuto a contatto con lo chef Crippa. Ora è tempo per me di cambiare e chiudere, anche se con grande rammarico, un rapporto con un ristorante, uno chef, un territorio, una famiglia (i Ceretto) che ho molto amato”.

La storia di Antonio Zaccardi è un’esempio della tenacia tutta italiana dei ragazzi di provincia. Quella provincia di Chieti che gli diede i natali. Non frequentò l’alberghiero, Antonio, ma ad un certo punto lasciò la scuola e iniziò a lavorare nei ristoranti per rendersi indipendente dai suoi genitori. Fu letteralmente affascinato da questo mondo e a 17 anni decise di trasferirsi a Torino. Da Torino alle stagioni invernali presso hotel 5 stelle il passo fu breve e gli fece iniziare il percorso in contesti enogastronomici di lusso. Arrivò così l’esperienza da Carlo Cracco a Milano, dove è stato per quasi 2 anni fino al giorno in cui è Cracco stesso – si racconta – a consigliargli un’esperienza all’estero. Quando rientra è il tempo della cucina di “Piazza Duomo” ad Alba, ristorante della famiglia Ceretto guidato da Enrico Crippa e dalle tre stelle Michelin conquistate in questi anni. Era il 2006 e Antonio Zaccardi aveva solo 28 anni e molta voglia di crescere. Tredici anni dopo la voglia è la stessa. L’età più matura porterà certamente traguardi importanti ad Antonio Zaccardi.

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