Carlo Petrini non c’è più eppure c’è. C’è il suo desiderio di riportare Terra Madre nel cuore di Torino e così è stato. Terra Madre 2026 si chiude a Torino con un bilancio di grande partecipazione: 120 Paesi, 1.500 delegati e migliaia di visitatori hanno animato quattro giorni dedicati ai 40 anni di Slow Food. Tra conferenze, degustazioni e il progetto dell’Arca del Gusto, la manifestazione ha messo al centro biodiversità, pace tra i popoli e nuove generazioni. Appuntamento al 2028. Quattro giorni nel cuore di Torino per Terra Madre 2026: cronaca, incontri e riflessioni da una manifestazione che ha reso la città capitale globale del cibo sostenibile.
Quattro giorni intensi, vissuti camminando in lungo e in largo per il centro di Torino, esplorando ogni singolo stand e perdendosi tra i colori, le lingue e i profumi di un evento che ha trasformato la città. Essere presenti a questa edizione di Terra Madre Salone del Gusto – che ha celebrato i 40 anni di Slow Food e i 30 del Salone – significa toccare con mano una realtà viva, fatta di volti, storie e progetti che non si limitano a guardare al futuro, ma lo stanno già costruendo. Girando tra i padiglioni e le bancarelle del Mercato, l’impatto visivo e umano è stato straordinario. Ho incontrato tantissime persone, produttori arrivati da ogni angolo del pianeta e promotori di progetti visionari e concreti al tempo stesso. Dietro ogni banco c’è una piccola grande rivoluzione economica, sociale e ambientale: agricoltori, allevatori e pescatori che difendono la biodiversità e praticano l’agroecologia come risposta viva alle crisi del nostro tempo. Una scommessa vinta per la città
Non si può raccontare questa edizione senza fare i conti con la dimensione urbana dell’evento. Portare Terra Madre nel cuore di Torino ha comportato inevitabilmente dei sacrifici: viabilità modificata, centro bloccato alle auto e non pochi disagi per chi vive e lavora quotidianamente tra questi palazzi. Eppure, a consuntivo, la scommessa si è rivelata straordinariamente vinta. I torinesi hanno risposto con una straordinaria capacità di accoglienza e di condivisione, sopportando le chiusure con pazienza e trasformando le strade in un grande abbraccio popolare. Per quattro giorni, Torino è stata a pieno titolo la capitale mondiale del cibo buono, sano e giusto, un punto di riferimento globale in cui il cibo è tornato ad essere lo strumento principe per unire i popoli, parlare di pace e immaginare un futuro fondato sul rispetto reciproco. Tra i grandi numeri di questa edizione – dai 1500 delegati internazionali ai 600 volontari che hanno reso possibile la macchina organizzativa – a restare impressa è soprattutto l’energia positiva dei progetti incontrati e la consapevolezza che il messaggio lanciato da Carlo Petrini e raccolto da tutto il movimento globale è oggi più attuale che mai.
Una grande festa popolare che ci lascia addosso un profondo senso di gratitudine e, citando le parole conclusive del Capo dello Stato, una certezza per il domani: buona semina! Il claim della 16esima edizione, Biodiversity – Be Diversity, ha guidato la cerimonia di apertura. Il presidente della Repubblica ha definito la biodiversità “la chiave della nostra sopravvivenza”, chiamando coltivatori, allevatori, pescatori e consumatori a una grande alleanza per la pace tra i popoli. Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia, ha sottolineato il valore del cibo come elemento capace di unire i popoli oltre ogni confine. Tra le voci più toccanti quella della palestinese Fidaa Abuhamdiya, che insieme ai sindaci di Betlemme, Gerico e Beit Jala ha raccontato l’esproprio di terre e cultura. Gratitudine condivisa tra le istituzioni, in primis Regione Piemonte e Città di Torino, che da 30 anni collaborano alla manifestazione. Il progetto dell’Arca del Gusto, sostenuto dal Ministero dell’Agricoltura, ha portato in piazza Castello centinaia di prodotti a rischio estinzione, raccolti nei 18 volumi degli Atlanti dell’Arca del Gusto. L’assessore Domenico Carretta ha ringraziato la città di Torino, capace di ospitare 120 Paesi e 1.500 delegati. Il grande mappamondo nel cuore della città è diventato il simbolo visivo dell’esperienza collettiva, arricchita dalla diversità culturale dei partecipanti. Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e gli assessori competenti hanno parlato di un successo che supera le aspettative. Lo spazio “Eccellenza Piemonte” in Piazzetta Reale ha registrato un’affluenza costante, facendo conoscere ai visitatori le eccellenze agroalimentari e la biodiversità delle montagne piemontesi.
Edward Mukiibi, riconfermato presidente di Slow Food, ha ricordato l’insegnamento di Petrini: il cibo è cultura, identità e giustizia, legato alle condizioni ambientali e sociali in cui viene prodotto. La giustizia alimentare richiede pace, così come la pace duratura richiede giustizia, contro individualismo ed esclusione. Slow Food riparte già nei prossimi giorni dalle Terre Alte, aree che coprono il 70% del territorio italiano e custodiscono gran parte della biodiversità. A fine ottobre partiranno lezioni online per i giovani, propedeutiche alla Scuola di Terre Alte, un laboratorio diffuso tra Alpi e Appennini sostenuto dal Fondo Carta Etica di UniCredit. Il 16 ottobre parte la campagna Terre AltRe, realizzata con il Consorzio del Parmigiano Reggiano, dedicata a pascoli, alpeggi e boschi. La rete Slow Food organizza visite guidate e laboratori per oltre un mese, mentre cuochi e cuoche dell’Alleanza diventano ambasciatori dei prodotti di alta quota nei loro menù. Gli Atlanti dell’Arca del Gusto, presentati per la prima volta a Terra Madre, saranno ora diffusi in tutta Italia nei mercati, nelle scuole e nelle biblioteche. Diventeranno strumenti didattici nel progetto Orto Slow Food, distribuiti nei kit per la Festa degli Orti dell’11 novembre. Un ringraziamento va agli oltre 600 volontari torinesi coinvolti nella gestione dei punti informativi e delle attività, insieme agli studenti dell’Istituto Alberghiero Colombatto e dell’Istituto Gioberti. I cittadini di Torino hanno accolto con pazienza le modifiche alla viabilità, mentre i commercianti hanno collaborato con disponibilità. Un grazie va ai luoghi della cultura che hanno ospitato Terra Madre: Musei Reali, Palazzo Carignano, il Museo del Risorgimento e Palazzo Madama. Il Mercato Centrale ha ospitato il punto delegati, mentre la Camera di commercio ha accolto il B2B in collaborazione con ICE.L’appuntamento è ora fissato al 2028. Citando le parole conclusive del presidente della Repubblica, l’edizione si chiude con un augurio semplice e carico di significato: “Buona semina!”















