Dicono che sia il viaggio più salutare che si possa fare. magari a pichi passi dalle proprie case, dalla regione di provenienza. magari al pari del Nord Italia dove pure Parchi bellissimi e natura incontaminata si offre allo sguardo e al viaggio dei visitatori. Questa volta la vacanza attiva e detox all’insegna della natura e dell’ecosostenibilità che sa coniugare natura, storia e tanto mare, ci porta presso cinque parchi del Sud Italia dentro i quali invitano a fare un’immersione che è, come dire, nella bellezza più autentica, quella così vicina da non poterne proprio fare a meno.
Il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena
Con il Il fascino irresistibile del mare, magari la prossima estate o appena il tempo consente anche a primavera. Lì dove ci sono spiagge e cale suggestive, acque cristalline, rocce granitiche e una macchia mediterranea che profuma di mirto, ginepro e lentisco a disegnare il Parco de La Maddalena, 62 isole e isolotti e 180 chilometri di coste dove acqua e terra si fondono dando vita a scorci suggestivi e ad alcune delle più belle e celebri spiagge del Mediterraneo.Un tour dell’arcipelago non può che partire dalla sua isola madre, La Maddalena, la porta del Parco e unico centro abitato – oltre al borgo di Stagnali a Caprera – che sfoggia un bel centro storico con ampie piazze e vicoli che conducono alla città antica, mentre Caprera, a cui è collegata da un suggestivo ponte, offre una rete sentieristica a tutta natura che si dirama tra le vecchie fortificazioni militari fino al Museo Nazionale “Memoriale Giuseppe Garibaldi” e al complesso della sua casa-museo, dove è anche sepolto, ricchi di arredi, cimeli e oggetti personali. Dall’incantevole bellezza di Cala Coticcio a Caprera, alle grandi rocce di granito che si fondono con la sabbia bianca e l’acqua color smeraldo delle cale di Spargi, fino alla splendida spiaggia Rosa di Budelli, il cui arenile color corallo è sottoposto a tutela integrale per garantirne la conservazione. Il Parco de La Maddalena è un paradiso per gli amanti della natura, del mare e delle immersioni. A questi ultimi sono consigliati i sentieri archeologici subacquei tra balenottere, delfini, capodogli e tartarughe marine facilmente avvistabili. Da segnalare infine il Centro Velico di Caprera, con la sua prestigiosa scuola di vela, e la doggie beach dell’isola, che offre gratuitamente servizi dedicati ai cani.

Il Parco Nazionale della Sila
Giù in fondo alla Calabria all’insegna di un turismo familiare e accessibile il Parco Nazionale della Sila è coperto quasi interamente da fitti boschi di pino laricio e pino nero di Calabria,il Parco della Sila, col suo altopiano dolce e i suoi itinerari soft e tematici, invita a un’esperienza slow e a un movimento lento, a piedi, in mountain bike o a cavallo. Dai ‘tratturi’ dei briganti, ai sentieri della ferrovia dismessa, a quelli dei caprioli, sono tante le opportunità offerte dal Parco agli amanti dell’attività open air come l’orienteering, il bio e bird-watching, il canottaggio e la vela sui tre laghi del Parco, le visite a riserve naturali bioenergetiche come i centenari “Giganti della Sila” di Fallistro o al giardino della biodiversità “Arboreto del Parco”.
Per questo è adatto anche ai bambini, che si divertono anche sul treno a vapore storico e nei parchi avventura sospesi tra gli alberi. Particolarmente sviluppata anche l’offerta di servizi per i diversamente abili, con la disponibilità di carrozzelle “Joelette” per il trasporto e segnalazioni in braille e tattili per i non vedenti. Interessanti gli itinerari storico-religiosi, come quello sulle orme del medievale monaco camminatore Gioacchino da Fiore tra la casa natale a Celico e gli eremi nella natura, o sulle tracce dei leggendari briganti con spettacoli itineranti nei boschi, organizzati dal Parco letterario Tommaso Campanella, e nei piccoli centri storici dove vengono custodite tradizioni antiche.

Il Parco Nazionale del Pollino
Il Parco Nazionale del Pollino, con i suoi 192.565 ettari di estensione, è la più grande area protetta di nuova istituzione in Italia. A cavallo tra Calabria e Basilicata, il territorio del Parco – che comprende 56 Comuni – è caratterizzato da diversi massicci montuosi che vanno a comporre la catena dell’Appennino meridionale: il Massiccio del Pollino, i monti dell’Orsomarso e il monte Alpi. Qui, tra vette altissime, la Natura e l’Uomo intrecciano millenari rapporti che il Parco, istituito nel 1993, conserva e tutela sotto il suo emblema: il Pino Loricato. Il Parco, in cui si stagliano alcune fra le vette più alte del sud Italia che restano coperte di neve fino a primavera inoltrata, amalgama un pittoresco paesaggio di rocce dolomitiche, gole, dirupi e grotte carsiche con uno di prati e pascoli verdi d’alta quota, solcato da tanti fiumi che consentono anche adrenaliniche esperienze di rafting. Inserito nel 2015 nella rete mondiale dei geoparchi UNESCO, che mira alla conservazione e valorizzazione di territori caratterizzati da un patrimonio geologico particolare e dalla presenza di una strategia di sviluppo sostenibile, il Parco del Pollino è tutto da esplorare, a piedi e in bicicletta.Due gruppi distinti di sentieri, che percorrono rispettivamente il versante lucano e quello calabrese, si snodano tra distese di erbe officinali dalle mille proprietà, boschi di pini loricati, simbolo del parco, e faggi dalle forme particolari, come il gruppo dei cosiddetti “alberi serpenti”, dove è possibile avvistare aquile reali, falchi, lupi, caprioli e picchi neri, una specie rara che caratterizza questi luoghi, così come il gufo reale. Molti i santuari e i castelli antichissimi che meritano una visita, panoramicamente incastonati tra gli speroni rocciosi.

Il Parco Nazionale del Vesuvio
Per coloro che inseguono ll fascino dei vulcani il Parco nazionale del Vesuvio è un incanto e ha uno dei vulcani più noti al mondo. Che lo si scelga per il suo interesse naturalistico o per il suo ricco patrimonio storico-archeologico, il Parco Nazionale del Vesuvio offre agli amanti della vita all’aria aperta un’ampia scelta di esperienze. Undici tracciati costituiscono la rete sentieristica ufficiale che si arrampica fino al Gran Cono dell’imponente vulcano, tra formazioni geologiche e paesaggi che lasciano senza fiato, e porta il visitatore alla scoperta di reperti e siti archeologici sorprendenti, come le ville rustiche romane, le antiche fattorie e ville-fattorie che rappresentavano il cuore produttivo del suburbio pompeiano. Ci troviamo infatti a pochi chilometri dagli splendidi siti UNESCO di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata. Che ci si perda nei suggestivi scenari della Valle dell’Inferno, ci si emozioni passeggiando sul Fiume di Lava o ci si sorprenda visitando il Museo Ferroviario di Pietrarsa a Portici, questo Parco Nazionale alle porte di Napoli vi ripagherà con un viaggio sensoriale unico e avvolgente.

Il Parco Nazionale del Gargano
Conosciuto più come luogo di villeggiatura o, per chi crede, come luogo della predicazione di Padre Pio che come parco naturale, il Gargano porta con sé nell’immaginario di milioni di italiani nomi evocativi, di solleone, case bianche e atmosfere vacanziere, come Peschici, Vieste, la Foresta Umbra, le Isole Tremiti, zone tra le più caratteristiche del nostro Paese. Zone dove ci si cuoce nel sole e ci si tuffa in uno dei mari più belli e limpidi d’Italia (benché, secondo le recenti stime di Legambiente, non eccellano nella classifica dei più puliti). Questa parte della Puglia è anche una delle più ricche di habitat differenti e biodiversità. Il motivo risale alla conformazione morfologica dello “sperone d’Italia” e alla sua storia. Quando, tra le lagune e la terra ferma, cominciarono ad emergere gli Appennini – e stiamo parlando di centinaia di milioni di anni fa – il Gargano non c’era ancora, o meglio era solo un’isola, separata dal continente. Solo più tardi il promontorio si sarebbe congiunto alla terra ferma formando l’inconfondibile “sperone”, ma l’origine “isolana” della zona ha comunque segnato l’evoluzione ambientale dell’area, con il suo cuore verde, ma pure con un mosaico di laghi costieri, una collana di isole dirimpetto e un deserto di pietra alle spalle che solo in condizioni isolate avrebbero potuto formarsi. Si tratta di un habitat ricco e vario, come è difficile incontrare in Italia. L’autentico puzzle di ambienti concentrati in un territorio così ristretto fanno del Gargano più un’isola che un monte, che peraltro raggiunge solo i 1.065 metri col monte Calvo. Sii tratta di un parco inondato di sole e di mare a caratterizzare lo sperone d’Italia, un promontorio ammantato dai faggeti e dai pineti della Foresta Umbra e da tanti laghi costieri e orlato da cale di sabbia finissima profumate di aranci, mandorli e ulivi. In mezzo ci sono caratteristici paesi bianchi come Vieste, Peschici e Monte Sant’Angelo, impreziosito dal Santuario di San Michele Arcangelo e dalle faggete millenarie della Foresta Umbra, entrambi Patrimonio Unesco, mentre San Giovanni Rotondo custodisce le sacre spoglie di Padre Pio. A nord l’arcipelago delle Isole Tremiti, riserva naturale marina con le isole di San Domino, San Nicola e Caprara e gli isolotti Cretaccio e Pianosa, i fondali ricchissimi di biodiversità e le notti pervase dal caratteristico canto delle diomedee, uccelli marini il cui verso assomiglia al pianto dei neonati: secondo la leggenda sono gli uomini dell’eroe omerico Diomede, che diede vita alle isole, trasformati alla sua morte in quelle diomedee che ancora lo piangono. Tanti gli itinerari, anche tematici, dedicati a chi ama camminare o scoprire tipiche masserie, trabucchi, torri, eremi, frantoi e fioriture di orchidee in sella alla bici o a cavallo.

