Ha poco più di un anno di vita Atypical, il ristorante che lo chef Massimo Sollai ha aperto a Monopoli, in provincia di Bari, nell’aprile del 2025. Oggi Atypical approda su grandichef.com, con l’obiettivo di creare un racconto e una corrispondenza destinati a durare nel tempo. Il contesto è quello, straordinario, di Monopoli: una città capace di sorprendere fin dal primo istante per la bellezza dei suoi luoghi, come hanno potuto constatare anche alcuni nostri colleghi che l’hanno visitata. È qui, nel cuore del centro storico, che la tradizione enogastronomica pugliese incontra alcuni dei sapori più iconici della cucina italiana, all’interno di un ambiente elegante e accogliente. Atypical nasce prima di tutto da un’urgenza personale, ancor prima che professionale. Dopo quasi vent’anni trascorsi in giro per il mondo ad aprire e gestire ristoranti per altre aziende, Massimo Sollai ha sentito il bisogno di creare un luogo che rappresentasse davvero la sua identità. Un luogo, come lui stesso racconta, «dove l’ospitalità non fosse semplicemente un servizio, ma un gesto d’amore». Era il 5 aprile 2025 quando questo desiderio ha preso forma, nel centro storico di Monopoli.
Sollai racconta che Atypical è il risultato di tutto ciò che ha imparato nel corso della sua carriera e, allo stesso tempo, di tutto ciò che desiderava finalmente offrire in prima persona: un’esperienza intima, calda e sincera. «Non un business, ma un atto d’amore». Basterebbe questa frase per comprendere lo spirito con cui uno chef decisamente “fuori schema”, cresciuto nella disciplina di un mestiere che richiede organizzazione, rigore e creatività, abbia deciso di dare vita a un progetto così personale. Atypical rappresenta una svolta, un moto del cuore, un ponte tra la Sardegna delle sue origini e la Puglia che oggi lo accoglie. Nel mezzo, un lungo percorso professionale internazionale, maturato in diversi Paesi, che ha inevitabilmente lasciato tracce profonde nella sua visione. Sollai racconta di aver assorbito da ogni cultura qualcosa: l’attenzione quasi maniacale per i dettagli del Nord Europa, la disciplina maturata nei Paesi arabi, la creatività respirata a Londra e, naturalmente, quella sensibilità italiana che non lo ha mai abbandonato.
.
Sollai racconta che Atypical è il risultato di tutto ciò che ha imparato nel corso della sua carriera e, allo stesso tempo, di tutto ciò che desiderava finalmente offrire in prima persona: un’esperienza intima, calda e sincera. «Non un business, ma un atto d’amore». Basterebbe questa frase per comprendere lo spirito con cui uno chef decisamente “fuori schema”, cresciuto nella disciplina di un mestiere che richiede organizzazione, rigore e creatività, abbia deciso di dare vita a un progetto così personale. Atypical rappresenta una svolta, un moto del cuore, un ponte tra la Sardegna delle sue origini e la Puglia che oggi lo accoglie. Nel mezzo, un lungo percorso professionale internazionale, maturato in diversi Paesi, che ha inevitabilmente lasciato tracce profonde nella sua visione. Sollai racconta di aver assorbito da ogni cultura qualcosa: l’attenzione quasi maniacale per i dettagli del Nord Europa, la disciplina maturata nei Paesi arabi, la creatività respirata a Londra e, naturalmente, quella sensibilità italiana che non lo ha mai abbandonato.
Atypical, quindi, non è semplicemente la somma di tutte queste esperienze.
È la loro sintesi. È il tentativo di costruire un modello di ristorazione diverso, capace di mettere insieme culture, sensibilità e modi di intendere l’ospitalità apparentemente lontani, ma perfettamente compatibili. Massimo Sollai ci accompagnerà nei prossimi mesi con racconti, immagini e corrispondenze direttamente da Monopoli, dove Atypical accoglie ospiti provenienti da ogni parte del mondo. Perché, come lui stesso spiega, entrando da Atypical non si dovrebbe avere la sensazione di essere semplicemente “al ristorante”. «Voglio che tu ti senta atteso. Per me l’ospitalità è come un abbraccio: deve scaldare, rassicurare, accogliere. Il cibo, i vini e i cocktail sono la base, ma non sono il centro. Il centro è l’ospite. Il nostro obiettivo è offrire un’esperienza sensoriale completa, nella quale il tempo rallenta e i pensieri si sciolgono tra musica, sorrisi e atmosfera». Se questa filosofia riesca davvero a prendere vita ogni sera ai tavoli di Atypical, ce lo racconterà Massimo Sollai nel corso dei prossimi mesi, attraverso reportage, immagini e testimonianze in
prima persona.
Mi chiamo Massimo Sollai e…
Quando gli si chiede di raccontare la propria storia, lo chef sardo, oggi profondamente legato alla Puglia, non ha esitazioni. «Mi chiamo Massimo Sollai e sono Chef Patron e fondatore di Atypical Cucina Italiana, ristorante nato a Monopoli, in Puglia, il 5 aprile 2025. Atypical nasce da un percorso professionale di oltre vent’anni vissuto tra Italia, Europa e Medio Oriente e da una convinzione molto semplice: la cucina italiana, per essere davvero memorabile, non può essere separata dall’ospitalità. Il nostro progetto parte quindi dal piatto, ma non si ferma al piatto. In cucina lavoriamo su una visione italiana contemporanea, profondamente legata alle nostre radici, con particolare attenzione alla Puglia e alla Sardegna, alla pasta fresca, alla qualità delle materie prime, alla riconoscibilità dei sapori e a una costruzione dei piatti che non perda mai il contatto con la memoria gastronomica italiana. Accanto alla cucina abbiamo scelto di mettere al centro la relazione con l’ospite. Per questo, da Atypical, lo Chef Patron non rimane soltanto dietro le porte della cucina. È parte attiva dell’esperienza, del servizio, dell’accoglienza e del racconto. Il mio ruolo è quello di collegare cucina, sala e ospiti, cercando di costruire ogni sera un’esperienza personale e autentica.
In poco più di un anno, Atypical è diventato un luogo frequentato da una clientela fortemente internazionale. Monopoli rappresenta per noi un laboratorio straordinario: una città italiana che, per molti mesi all’anno, accoglie viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo, spesso molto attenti alla qualità della cucina, del servizio e dell’esperienza complessiva. Una delle cose che più ci ha colpito è vedere ospiti tornare due o tre volte durante la stessa vacanza, oppure fermarsi a fine cena per raccontarci che l’esperienza vissuta da Atypical è stata uno dei momenti più belli del loro viaggio in Puglia. È da qui che nasce la nostra idea di chef-led hospitality. Non vogliamo costruire semplicemente un ristorante italiano ben fatto.
Vogliamo sviluppare una forma di ospitalità in cui il cibo, il servizio, il vino, il tempo dedicato al cliente, l’atmosfera e la presenza umana abbiano lo stesso peso. Oggi Atypical ha costruito, in tempi molto rapidi, una reputazione molto forte sulle principali piattaforme internazionali e riceviamo frequentemente dai nostri ospiti paragoni con esperienze Michelin e inviti a intraprendere quel percorso.
Naturalmente ne siamo profondamente grati, ma il nostro obiettivo rimane lo stesso con cui abbiamo aperto: far uscire ogni ospite con il desiderio di tornare. Per noi, la vera misura del successo non è soltanto una recensione o un riconoscimento. È il momento in cui una persona, arrivata come cliente, si congeda quasi come un amico. Oggi stiamo inoltre lavorando affinché Atypical possa diventare un progetto italiano capace di viaggiare oltre i confini nazionali, mantenendo però intatta la propria identità: cucina italiana autentica, forte attenzione ai territori, design e cultura dell’accoglienza interamente riconducibili all’Italia».
Da oggi seguiremo quindi ciò che accade da Atypical, nella splendida Monopoli, attraverso la visione e il lavoro di uno chef che sta costruendo un percorso personale e professionale di grande interesse. A Massimo Sollai e a tutto il gruppo che ogni giorno lavora da Atypical va il nostro benvenuto su grandichef.com.























