Il cibo è un fatto serio, lo sanno tutti ormai. Perché fonda e tutela la salute di ciascuno di noi. Perché nell’Occidente opulento spesso mangiamo troppo e male. Un fatto serio perché mangiare è un atto quotidiano indispensabile per vivere e sopravvivere. Il cibo è identità, territorio, modernità e sapere millenario. Se poi di cibo si sogna, si vive e si lavora in una delle regioni d’Italia più belle dove l’enogastronomia e la ricerca di salute e identità territoriali trova nel cibo una “magna carta”, cucine tristellate, il “nostro” Massimo Bottura che paragona i cuochi e cuoche brave di tutte le buone cucine agli artigiani delle botteghe rinascimentali la storia si fa ancora più intrigante. In mezzo a questa storia una ragazza che merita soltanto lodi, di nome Beatrice Moscattini decide dal 13 maggio del 2024 di aprire un bar che non fosse solo un bar ma un posto “tipico” dove anche la cucina emiliana e Modena potesse mostrare la sua parte migliore. Oggi leggere le belle recensioni sullo “gnocco” fritto che si serve ai tavoli a pranzo è una bella soddisfazione. Noi da Beatrice ci andremo per dar vita ad un bel legame narrativo guidato, firmato e condotto da lei stessa che di giovinezza brilla il core, direbbero a Roma. Intanto iniziamo a raccontarla da qui…
di noemi de rosa
Per iniziate a raccontare su grandichef.com Beatrice Moscattini e il suo “Tipico” di Modena che potrebbe trovarsi nella categoria “bar” ma vi assicuriamo che non è solo un bar. E per farlo partiamo da quello che lei stessa ha detto di sé sul suo portale web. «Il mio nome è Beatrice Moscattini e ho fondato nel 2024 il mio brand Tipico. La mia idea è sempre stata quella di unire tradizione e modernità, dove la storia della gastronomia si fonde armoniosamente con le esigenze del presente, dimostrando che l’innovazione e la tradizione possono coesistere e proprio con questa idea ho dato vita a un locale che volevo fosse il punto di ritrovo di cittadini e visitatori di Modena. Cresciuta in una famiglia dove l’amore per la gastronomia modenese è stato un’eredità di generazione in generazione, ho voluto mescolare questo retaggio con elementi di novità e freschezza. Di conseguenza, Tipico è diventato un luogo che incarna la mia visione e il mio approccio personale. Tipico non è solo un locale: è un’esperienza. Con il suo arredamento moderno combina eleganza e raffinatezza, rispecchiando l’essenza delle tradizioni gastronomiche modenesi ed offrendo ai miei ospiti un viaggio culinario indimenticabile. Nel nostro locale è possibile fermarsi a fare colazione, degustare i nostri prodotti migliori durante la pausa pranzo e acquistare prodotti tipici locali come Parmigiano Reggiano, Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e pasta fresca di nostra produzione. Il menù di Tipico celebra la ricchezza e la varietà della cucina tradizionale locale. Dalla pasta fresca al gnocco fritto e alle tigelle ogni piatto è preparato con ingredienti freschi e genuini, seguendo ricette tramandate nel tempo».
Come dire, qui c’è tutto il sogno di una ragazza che guarda avanti e costruisce futuro. Ciò che ci piace davvero e di più. Il passo oltre è coniugare con solo a parole ciò che al “Tipico” di Modena Beatrice sta già coniugando dal primo giorno in cui, dopo tutta la fatica messa in campo, aprì al pubblico per la prima volta la serranda. Così se parti dalla “T” di tradizione e vai al tipico dai che “ogni piatto è accuratamente preparato per rendere omaggio alle tradizioni culinarie del suo territorio, offrendo un’esperienza unica” Un invito a chiare lettere per “sperimentare un viaggio culinario alla scoperta dei sapori autentici e delle ricette tradizionali” di terra modenese ed emiliana. Beatrice sa che “tradizione e innovazione” possono fondersi per rivisitare ricette e connubi ogni giorno e “creare un’esperienza culinaria unica dal sapore genuino, vero, Modenese”. Magari “fiera di mantenere vivo il patrimonio gastronomico di una regione fantastica, “abbracciando tutte le sfide dell’innovazione creativa”. Beatrice è un vulcano mi dicono i colleghi che sono già stati da lei. Una forza della natura, la simpatia e la creatività al cubo di una ventenne che vuole soprattutto far le cose perbene. Magari divertendosi. Studiando tradizione e innovazione, i prodotti, le ricette, le cotture. Magari così facendo la strada porterà lontano a mete che tutti sognano.
Dalla colazione al pranzo l’obiettivo è lo stesso: far stare bene coloro che decidono di passare e di stare da lei. Assicurarsi che ogni giorno è un piccolo passo avanti. Il locale celebra la ricchezza e la varietà della cucina del territorio: «Mi sono innamorata della gastronomia, una soddisfazione unica». A coronare un anno di lavoro intenso, è arrivato anche il prestigioso Premio Giovani della Lapam Confartigianato. Con gioia, col sorriso tipico che ha. Un anno dopo l’apertura, era il luglio del ’25, è arrivato il Premio. Primo posto nella classifica generale del ‘Premio Giovani Imprenditori’, iniziativa biennale proposta, appunto, da Lapam Confartigianato e rivolta ai giovani under 40 per valorizzare i talenti emergenti del territorio. “Un riconoscimento prestigioso – si legge – che, tra venti attività locali, ha visto la giuria selezionare proprio Tipico, premiata non solo per il coraggio imprenditoriale, ma anche per la qualità dell’offerta: una realtà giovane in grado di conciliare la ricchezza della tradizione modenese con elementi di novità e freschezza. E quel giorno per Beatrice è stata emozione che ha trovato parole chiare. “Il nostro staff è composto da quattro ragazze, due in cucina e due dietro al bancone. Tipico è una piccola bottega dove si possono acquistare e assaggiare i prodotti tipici del territorio modenese, a partire da Parmigiano Reggiano, aceto balsamico, gnocco fritto e pasta fresca di nostra produzione”. Aperto tutti i giorni – domenica esclusa – dalle 7 alle 15, il locale accoglie i clienti in un ambiente intimo, che conta una trentina di coperti.
“Dagli antipasti ai dolci – ha tenuto ad affermare Beatrice Moscattini – tutto ciò che serviamo in tavola è rigorosamente lavorato e preparato in casa. I nostri clienti spaziano tra chi viene per colazione, chi per comprare la pasta o piatti pronti su prenotazione e chi, infine, si siede per pranzo”.
Il viaggio è appena iniziato anche se due anni son volati. Ma tutto è ancora davanti e Beatrice lo sa bene.

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