Brazzale ha messo al centro anche per i prossimi mesi del 2026 la capacità di valorizzare il latte nella sua espressione più autentica. Di trasformarlo in soluzioni concrete per il mercato e per il lavoro dei professionisti e dell’industria. Un impegno che costa fatica ma mette anche tanto entusiasmo in azienda.
Ci sono i nuovi formati per il burro, pensati per rispondere in modo sempre più preciso alle esigenze di utilizzo, di servizio e personalizzazione. C’è il Burro delle Alpi Premium, dedicato al retail e realizzato a partire da una miscela di panne selezionate della Filiera Brazzale. Due percorsi di senso: Gran Moravia e Burro Fratelli Brazzale e tutte le ultime novità di prodotto rivolte al mondo professionale ma anche alla retail e realizzate con il contributo del Brazzale Science Center. Vanno visti così Nic e Mo!. Il Brazzale Science Nutrition & Food Research Center (BSC) è nato così. Grazie alla collaborazione scientifica con l’Università degli Studi di Milano (UniMi) e per essa con i Laboratori di Ricerche Analitiche e Tecnologiche su Alimenti e Ambiente (FERL – Food & Environmental Research Laboratories) del Dipartimento Di.S.A.A., Nato, il BSC, con l’obiettivo di sviluppare analisi e ricerche, condotte secondo le più avanzate conoscenze scientifiche, sul mondo dell’alimentazione e della nutrizione, con particolare riguardo al settore lattiero caseario. Occorreva dare concretezza all’idea nata in azienda che il rapporto tra università e sistema produttivo, sull’esempio di quanto già accade nei più avanzati paesi del mondo, poteva essere un fatto concreto e dare i migliori frutti. Tutte le novità da quel momento sono arrivate da quella stessa logica: far nascere dalla materia prima, il latte, e da un lavoro continuo di ricerca capace di valorizzarne al massimo le caratteristiche naturali, senza modificarle, ma fornendogli le condizioni ideali per esprimersi.

“La novità Burro delle Alpi Premium e l’ampliamento della gamma dei nostri roll di burro, con formati pensati sia per la GDO ma anche per l`Horeca, specialmente di fascia premium”, ha spiegato recentemente Giovanni Brazzale, responsabile del burrificio. E ancora. “Per il settore dei professionisti abbiamo altre novità, in particolare la nuovissima crema multifunzione NIC che può essere utilizzata come crema da farcitura e anche negli impasti, aiutando la lievitazione. Nel rispetto della nostra filosofia – lavorare nella piena naturalità del prodotto – anche questa crema è senza additivi, oltre ad essere senza lattosio e senza glutine”. E in effetti la novità riguarda l’estensione dei formati dei burri roll. Accanto al classico 40 grammi, Brazzale introduce il rollino monoporzione da 20 e 30 grammi e il rollone da 250 grammi. Anche questi nuovi formati saranno declinati nelle diverse aromatizzazioni: salato, affumicato, con erba cipollina, al rosmarino, finocchietto selvatico e agli Agrumi di Sicilia. Non si tratta solo di una estensione di gamma ma di un cambio di scala: il burro viene pensato sempre più per essere porzionato, condiviso, adattato. Il rollone, già diffuso in altri mercati, introduce una modalità d’uso diversa, gestita direttamente da chi lo utilizza. Tutti i formati possono essere realizzati sull’intera gamma burro Brazzale, dal Burro Superiore Fratelli Brazzale alle referenze Burro delle Alpi, e possono essere sviluppati anche in funzione delle esigenze del cliente. Accanto alle novità di formato, Brazzale presenta anche Burro delle Alpi Premium, come scritto. Un nuovo prodotto dedicato al canale retail. Un burro ottenuto da una accurata selezione di panne del latte della filiera Brazzale, arricchite da fermenti appositamente studiati dal Brazzale Science Center per ottenere le più elevate caratteristiche nella texture e nel profilo sensoriale. Il prodotto sarà disponibile in due formati dedicati al consumo retail – 100 e 200 grammi – e rappresenta un ulteriore sviluppo del lavoro portato avanti dall’azienda sul mondo burro, sia nell’ambito professionale sia per il consumo domestico.





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GLI OBIETTIVI BRAZZALE SCIENCE CENTER
Il Brazzale Science Nutrition & Food Research Center (BSC) nasce ufficialmente nel maggio 2021. Gli obiettivi di BSC hanno un comune denominatore: valorizzare il ruolo del latte e dei suoi derivati, approfondendone la conoscenza scientifica sotto l’aspetto nutrizionale, ambientale, sociale ed economico. È vero che “siamo ciò che mangiamo”, come sosteneva già nell’Ottocento il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach. Tuttavia, la complessità del fenomeno nutrizionale impedisce un approccio grossolano, basato su informazioni imprecise, suggestioni e disinformazione sistematica, operata maliziosamente per scopi commerciali. O, peggio ancora, su leggende metropolitane, diffuse un tempo con il passa parola e oggi attraverso la strepitosa cassa di risonanza dei social media. Da questo punto di vista, la scienza e la ricerca sul campo sono in grado di riscattare l’informazione su cibo e nutrizione, restituendole la dignità e l’importanza che le competono. Fuori dalle logiche istituzionalizzate di informazione del consumatore, non di rado piegate a strumento di marketing da parte di lobby e corporazioni, BSC si propone infatti di contribuire alla chiarezza grazie a studi sugli aspetti compositivi, nutrizionali e sensoriali dei prodotti Brazzale e degli altri presenti sul mercato, anche in funzione delle tecnologie di produzione e trasformazione adottate. Perché una corretta alimentazione è la chiave per vivere bene e prevenire lo sviluppo di molte patologie ed è anche la via per operare le proprie scelte di consumatori in modo coerente con la propria visione del mondo.
A sovrintendere l’attività del Brazzale Science Nutrition & Food Research Center sin dal principio sono Roberto Brazzale e Piercristiano Brazzale con le competenze tecnologiche – nutrizionali ed analitiche del direttore scientifico, Prof. Fernando Tateo, coadiuvato della Prof.ssa Monica Bononi (UniMi). L’attività di coordinamento è affidata alla Dott.ssa Laura Boscolo (Brazzale).
“Siamo onorati – aveva commentato da subito Pierfrancesco Brazzale – che uno scienziato della caratura del prof. Fernando Tateo abbia visto nel nostro gruppo, in quanto creatore di “sistemi” e non solo di prodotti, il partner ideale per costruire questo strumento formidabile. L’alto profilo scientifico garantito dal Prof. Tateo, dalla Prof.ssa Bonomi e dallo staff dell’Università degli Studi di Milano offriranno alla nostra attività d’impresa un bagaglio di preziosissime conoscenze che non rimarranno astratte ma si tradurranno immediatamente nell’entusiasmo della progettualità quotidiana, quella che da oltre vent’anni abbiamo ispirato ad una visione fortemente innovativa del concetto di tradizione, premiata dal mercato. In un momento in cui il consumatore pone all’industria alimentare nuove istanze in materia di ambiente, benessere animale, salute, qualità dei prodotti, la risposta che ha scelto di dare la nostra azienda è ancora una volta concreta e senza compromessi. Questa visione e le straordinarie opportunità offerte dai tempi che viviamo, ci hanno già permesso di raggiungere primati assoluti come il Carbon Neutral, la Filiera Ecosostenibile, il Waterfootprint Gran Moravia, le Nutriclip e l’Etichetta di Filiera. Grazie al nuovo centro scientifico aziendale integrato con l’Università degli Studi di Milano intendiamo conferire ulteriore slancio alla nostra ricerca, per per portare al più avanzato grado di evoluzione i prodotti della nostra cultura casearia e i processi con cui li realizziamo, condividendo con il consumatore e la comunità la migliore informazione scientifica, tecnologica e nutrizionale. In un momento così importante il nostro pensiero va al caro papà Tino, uomo refrattario alle convenzioni ed ai falsi miti, ai suoi corposi studi universitari di chimico industriale, al suo laboratorio di analisi di Zanè dove abbiamo passato accanto a lui tanto tempo della nostra infanzia, al suo amore per la scienza e per la razionalità che riusciva a trasmettere grazie alla sua grande umanità.”
“L’istituzione di questo centro di ricerca è il risultato della visione rivoluzionaria che, con i miei fratelli, abbiamo applicato alle attività di una classica impresa familiare italiana nel settore lattiero caseario”, volle sottolineare sin dal principio Piercristiano Brazzale, ceo dell’azienda. “Questa visione ha portato alla creazione di innovative filiere ispirate al principio di fare ogni cosa dove riesce meglio, con il superamento del limite dei confini nazionali, e ad una attenzione particolare all’impatto delle attività del nostro Gruppo sull’ambiente. Tale evoluzione della tradizione ci ha permesso non solo di realizzare prodotti innovativi ma anche la vera e propria creazione di ‘nuovi sistemi’ che permettono di interpretare al meglio le possibilità straordinarie offerte dai nostri tempi. Questa visione ci ha consentito di raggiungere, già oggi, risultati cui moltissimi si propongono di arrivare fra decenni, come quello della totale compensazione di carbonio. Per me, che ho dedicato tutta la mia attività professionale proprio agli aspetti tecnici, scientifici e agronomici dell’attività del Gruppo, è una grande soddisfazione ed un onore poter sovrintendere al Brazzale Science Nutrition & Food Research Center e collaborare con una figura così autorevole nel campo della nutrizione e della ricerca scientifica come il professor Fernando Tateo”.
Dal suo canto il Prof. Tateo ha dato chiara la direzione “L’aver identificato in Brazzale S.p.A. l’interlocutore capace di acquisire e moltiplicare esperienze ad alto livello sperimentale con finalità anche culturali e divulgative, per un mondo alimentare tutto da valorizzare, costituisce da parte dello scrivente motivo di personale onore e professionale, importante soddisfazione”.
In buona sostanza, oggi BSC è un dipartimento del gruppo, con un’autonoma struttura di personale e risorse, che si occupa di svolgere ricerca scientifica applicata alle attività produttive e ai prodotti Brazzale, anche con l’analisi di quanto già presente sul mercato. L’obiettivo di BSC, che lavora in stretto contatto con le funzioni di Ricerca e Sviluppo del gruppo, è anche quello di formare e informare l’azienda e il suo personale, con corsi e giornate dedicate in tutti i reparti, ma anche i consumatori, attraverso pubblicazioni e convegni e con un sito che ospiterà testi e documenti sulle attività e le ricerche scientifiche del centro. Tra le attività vi sono molti argomenti di grandissimo interesse. Dagli effetti sulla composizione e qualità dei grassi nell’utilizzo di latte fresco di raccolta per la produzione di burro di centrifuga, al ruolo degli isotopi come indicatore della qualità dei foraggi utilizzati in allevamento e del prodotto finale, agli effetti di un determinato microclima sulla stagionatura dei formaggi grana, ad indagini sulla salubrità dei prodotti in commercio in relazione ad inquinanti e tossine e al loro rapporto con il clima, all’incidenza del rapporto tra umidità e temperatura ambientale sul benessere animale e sulla qualità casearia del latte.
Innovare quindi cogliendo ogni occasione che i tempi e le conoscenze offrono, momento per momento, senza il timore di rivoluzionare anche profondamente i propri processi. Queste sono le parole d’ordine per Brazzale che nel percorso di innovazione degli ultimi due decenni si è posto come vivace creatore di nuovi sistemi, attraverso i quali evolvere i prodotti della propria tradizione e dare risposta ad un consumatore ed un mercato sempre più esigenti. E anche BSC è frutto della visione brillante ed innovativa della nuova generazione della più antica tradizione italiana, rappresentata dalla famiglia Brazzale – in attività, nel mondo del latte, almeno dal 1784 – che ha saputo cogliere l’opportunità, offerta dalla storia, di sviluppare una propria originale filiera nei più bei territori agricoli e zootecnici del centro Europa. La Filiera Ecosostenibile è un nuovo sistema che ha rivoluzionato gli standard della produzione del latte, alzando l’asticella fino a valori non raggiungibili ancora oggi dalla concorrenza. Gran Moravia concentra la filosofia dell’azienda e rappresenta una risposta alle nuove sensibilità del consumatore: vegetarian, benessere animale, CO2 Neutral, risparmio idrico, rispetto dell’ambiente, salubrità. Infatti, il formaggio della Filiera Ecosostenibile vanta la totale assenza di aflatossine, l’uso virtuoso dell’acqua, con un water footprint da primato, la totale compensazione della Co2, grazie a 1,5 milioni di nuovi alberi piantati sui propri terreni, e la riduzione dell’80% del carico dei nitrati a salvaguardia delle falde acquifere. Dimostrando così che non è il luogo geografico in cui si realizza un grande formaggio ad essere decisivo, bensì la combinazione originale di condizioni formidabili e vivace spirito creativo. La Filiera Ecosostenibile Gran Moravia è anche la più trasparente sul mercato, grazie alla sua etichetta d’origine multimediale: basta inquadrare il Qr code presente sulle confezioni per accedere alla mappa satellitare e al dettaglio fotografico di tutte le fattorie che ne fanno parte.











