Maria Cicorella, storia di una famiglia del sud e della stella “Michelin”

Il 2018 per Maria Cicorella, chef stellata e signora distinta della terra pugliese, è stato l’anno dei suoi «primi» 60 anni. Maria Cicorella sposò molto giovane, come racconta nel docufilm a lei dedicato da grandichef.com per la prima videtoteca degli chef italiani, Francesco Magistà e con lui fece nascere Antonello ed altri due figli. Aveva otto anni la chef stellata, vera “signora” della cucina pugliese, quando, si racconta, con la madre in ospedale, fu chiamata a preparare da mangiare per suo padre. Era una domenica mattina, racconta ancora oggi, quando aprendo il frigorifero trovò un contenitore con dei pezzi d’agnello. Li prese, li sistemò con le patate nella «tiella», condì tutto assieme e li portò da un panettiere del paese chiedendogli di metterli nel suo forno a legna.
Bastarono solo due ore e tutta Conversano sapeva del suo agnello al forno, persino, la madre in ospedale. Ma la dedizione di Maria Cicorella e le sue spiccate qualità in cucina esplosero solo più tardi e per caso quando, decidendo, suo figlio Antonello Magistà, con visione profetica, di trasformare nel 1998 in un palazzo del primo Novecento di fronte al castello rinascimentale della città, il bar/caffè di famiglia che avevano da anni, in una casa/ristorante che chiamò Pashà (come veniva appellato da ragazzino) e chiedeva per questo un aiuto in cucina alla mamma Maria.

Più giovani entrambi, in questa foto, Maria Cicorella con Antonello Magistà
La prima ed ex dimora del Ristorante “Pashà” di Conversano.

Il resto è un percorso fatto di passioni, lavoro e meticolosità che nel 2013 porta alla stella Michelin, quel giusto tributo dato ad una donna che, supportata e guidata nel ristorante anche dalle spiccate capacità del suo primogenito Antonello Magistà (sommelier, ideatore ed anima del “Pashà” che si caratterizza per il suo stile d’accoglienza recentemente premiato) ha dato un volto ed una dimora prestigiosa all’alta cucina italiana in Puglia. Tenace, autodidatta, paziente. Maria Cicorella studiava di notte riviste e libri di gastronomia per capire anche l’esperienza degli chef più famosi quando iniziò il suo percorso al Pashà. Della sua cucina si è scritto che «porta in tavola il meglio della regione con il giusto livello di sperimentazioni, con sapori puliti e decisi, cotture sapienti, profumi intensi tipici della Puglia». Nella nuova sede del seminario vescovile, a a soli pochi passi da quella storica dove arrivò anche la stella “Michelin” c’è un nuovo e rinnovato percorso affidato all’esperienza di Maria Cicorella e al giovane e talentuosissimo chef Antonio Zaccardi arrivato in Puglia, dopo 12 anni trascorsi «al Duomo» di Alba dove è stato sous chef di Enrico Crippa. Ad un anno dal suo arrivo, Antonio Zaccardi e Maria Cicorella li trovi assieme in cucina ad immaginare un futuro che vorrà dire evoluzione, crescita e. perchè no, l’arrivo di altri e prestigiosi riconoscimenti.

Il docufilm, realizzato da grandichef.com per la prima videoteca degli stellati italiani che annovera già altre belle storie di “stelle” e di cucina, riannoda tutti questi temi, il sud, il riscatto di un territorio, il valore di chi conosce la tenacia e l’umiltà, la tradizione e l’immaginazione sui volti, le storie, le espressioni del viso, le emozioni che trapelano con il pregio di una narrazione cinematografica che si fa avvincente e multimediale.

Maria Cicorella con Antonio Zaccardi
Maria Cicorella con il figlio Antonello Magistà

Ecco il docufilm che abbiamo realizzato, per la prima videoteca degli chef stellati italiani, qui sulla storia di vita e di professione di Maria Cicorella e su una famiglia di quel sud che vanta mille e più talenti a cui affidare tutte le sorti del prossimo futuro.

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