“La Strada del Tartufo” doveva essere, quando fu inaugurata, il 18 novembre del 2017, soprattutto un percorso multisensoriale, all’interno di un’azienda dedicata al mondo del tartufo che Stefania Calugi, assieme a Juri e a tutti coloro che, in azienda, dedicano, con passione, ogni loro idea ad un mondo straordinario. Dopo un anno e più visitare i luoghi della Toscana e portarsi sino a Catelfiorentino, in provincia di Firenze, dove ha sede l’Azienda Stefania Calugi l’emozione è la stessa del primo giorno.

Prima di arrivarci si disvela Castelfiorentino, appunto, comune della Città metropolitana di Firenze che racchiude opere d’arte di inestimabile valore ed un paesaggio che ha dintorni meravigliosi ricchi di storia. Un’ottima base per passaggi successivi da fare a Firenze e a Siena dacché collegate con treni diretti. Per gli abitanti del luogo è soprattutto “Castello” più che Castelfiorentino così come si trova in una delle più suggestive zone della Toscana: la Val d’Elsa, in zona di fondovalle con alcune frazioni e località che si trovano anche sulle colline limitrofe. A Castelfiorentino, per esempio, trovate il Castello Brunelleschi della famiglia Pucci che proprio meno di un anno fa su messo in vendita e destò meraviglia tra tutti coloro che lo visitarono per concertarne l’acquisto.

Sopra questo territorio ricco di bellezze e meraviglie l’opificio di Stefania Calugi vuole proseguire lo stupore. Un passo breve e “La Strada del Tartufo” qui è l’approdo che non ti aspetti nel cuore dell’Azienda Stefania Calugi.

In questi giorni “La Strada del Tartufo” è stata festeggiata da Stefania Calugi e Jurij Marchetti assieme al sindaco di Castelfiorentino e a Sergio Forconi (ritratti nella foto che segue) noto attore che del percorso è volto e voce narrante anche per le importanti novità che hanno reso “La Strada del Tartufo” che è presso l’Azienda Stefania Calugia a Castelfiorentino ancora più suggestiva.

“La Strada del Tartufo”, si scrisse già quando fu inaugurata nell’anno 2017 che l’Azienda festeggiava il suo 30esimo compleanno, va ad inserirsi in quello che Stefania Calugi ha ribattezzato, pochi giorni fa, nel rinnovato e ancor più suggestivo percorso sensoriale come “Truffles Experience”, un vero e proprio “viaggio” lungo una strada dove si offrono al visitatore molti modi per conoscere, molto da vicino, il mondo del tartufo a cui Stefania Calugi ha dedicato la sua vita ed un’azienda che oggi è vanto per la Toscana e l’alta enogastronomia italiana.

Sin dall’avvio di questa esperienza offerta al visitatore, quando si arriva presso l’Azienda Calugi, si può comporre a proprio piacimento racconti di uomini e cose, un glossario che ben si rende a coloro che vogliono capire di più dei tartufi e del mondo che attorno ad esso vive: dall’esperienza della caccia insieme al tartufaio al ruolo del cane nelle tartufaie biologiche fino ad arrivare alle degustazioni ad hoc per le quali, da quando “La Strada del Tartufo” venne inaugurata si mise una grande attenzione. Degustazioni di vere prelibatezze che, già allora, su creazioni enogastronomiche di Diego Spatari Tironi, chef di origine milanese e fiorentino di adozione, con un menu creato per l’occasione andavano dai “Fagottini di pasta fillo in sorpresa di carciofo su patata viola e dadolata di zucca gialla al miele di acacia” alle “Cialde di polenta al cavolo nero in glassa di burro tartufato”. Dalla “Mousse tiepida di patate al Parmigiano Reggiano DOP 30 mesi con affettato di tartufo e croutons di segale al timo” alla “Degustazione delle creme di verdure con varie tipologie di pane e cruditè di vegetali”. E poi, “Linguine di Campofilone al tartufo mantecate alla zucca gialla con tartufo fresco, fonduta di Parmigiano Reggiano DOP e nocciole tostate”. “Tartare di Chianina battuta a coltello su salsa Bearnaise al profumo di zafferano, meringata salata e affettato di tartufo”. “Crumble di amaretti con pasticcera di mandorle e tartufo, Cialda di Montecatini e gelée di balsamico Modena DOP”. Peccati di gola o veri e propri assalti ai palati fini che di fatto trovano nei tartufi di qualità a cui Stefania Calugi si è vocata quella esaltazione dei gusti con tutti i piatti per i quali quei tartufi si propongono.

“La Strada del Tartufo” è stata interessata, proprio negli ultimi tempi, da importanti novità decise in Casa Calugi sicché la versione definitiva e più attuale è sempre un percorso multisensoriale che vuole trasmettere la cultura del tartufo a 360°, ma è caratterizzata da un appeal teatrale che determina l’immersione del visitatore sia nelle atmosfere della tartufaia sia nella cultura del tartufo, tra elementi storici e naturalistici. Non a caso e volutamente si è scelto in azienda di non far scattare delle fotografie all’interno del percorso affinché tutto potesse penetrare, presa diretta e senza artifizi, l’esperienza del visitatore, i suoi sensi, la capacità di entrare in empatia con un processo della natura che si può scorgere solo prestando ad esso la propria attenzione.

“La Strada del Tartufo” che si apre davanti a chiunque decida di far visita all’Azienda Stefania Calugi (appassionati, turisti, addetti ai lavori e scuole) non solo ha mostrato in questo anno e più di vita di mantenere tutto il valore per cui fu creata ma ha potuto far tesoro di ogni accorgimento che potesse migliorare l’esperienze del visitatore/palato-fine che si trova lì migliorando così tutti gli aspetti inerenti all’universo del tartufo attraverso una combinazione di testi, immagini, piante e vari utensili: in questo modo il visitatore potrà conoscerà aspetti di carattere botanico, scientifico, storico e quelli, assai tipici, riguardanti la caccia al tartufo effettuata con i cani appositamente addestrati che crea un mirabile sodalizio con l’esperto tartufaio che avremo la fortuna di incontrare. Tu prendi Rochi, per esempio, (nella foto in basso) il lagotto romagnolo della nostra famiglia che è nella famiglia Calugi e che sabato 23 marzo, proprio durante l’evento dedicato a “La Strada del Tartufo” ha conquistato tutti con la sua incredibile dolcezza, e mostrato già una fortissima attitudine per il tartufo ricordandoci che senza gli amati cani la caccia al tartufo non sarebbe possibile e non ci sarebbero le emozioni infinite che si possono condividere con loro durante quella caccia.