La notizia è arrivata solo pochi giorni fa ma ha fatto subito il giro del mondo stellato destando non poco stupore. È arrivata da una comunicazione ufficiale della famiglia Wieser proprietaria dell’Hotel Ciasa Salares a San Cassiano in Alta Badia e del Ristorante “La Siriola” che è dentro l’Hotel e lì rimarrà aperto fino al 31 marzo di quest’anno. La decisione, arrivata a sorpresa e nel momento più alto di un successo costruito in 30 anni di storia ha colto molti di sorpresa. Una decisione determinata dalla scelta di uno dei più giovani e brillanti chef d’Italia che ha saputo costruire, assieme alla famiglia Wieser, negli ultimi sette anni, la “scalata” ad un’affermazione che, di sicuro, non si sarebbe fermata alle due stelle Michelin già conquistate ed arrivate nel volgere di pochi anni.

Lui, giovane chef (nacque a Trieste il 3 marzo del 1989), tenace, pluristellato, rimasto umile e mai disposto a montarsi la testa in un mondo dove uno chef stellato rischia presto di montarsi la testa è, da qualche giorno, definito anche coraggioso e “controcorrente” in un ambito dove una carriera e il guadagno vengono, troppo spesso, prima di ogni cosa sacrificando affetti cari e rari. Matteo Metullio, del quale parlammo da subito con entusiasmo, quasi un anno fa, quando, con entusiasmo, aderì al gruppo degli chef stellati di grandichef.com, ha scelto in altro modo: una nuova vita, quel nuovo equilibrio di cui aveva bisogno dal giorno in cui era diventato padre. Così, anche lui, come il ristorante che lo ha reso pluristellato, nel punto più alto di un successo che non sembrava affatto fermarsi, ha deciso di lasciare l’Alta Badia e il Ristorante “La Siriola” per tornare a vivere a Trieste, la sua città natale, lì dove sono anche i suoi genitori e dove sarà la sua giovane famiglia. Lo ha scelto per andare a fare il papà di un bambino, Nicolò Metullio (nato il 16 febbraio del 2018) e per stare più vicino a lui e alla sua giovane moglie Elena (32 anni) da cui in questi mesi è dovuto star lontano per lavoro.

«Devo fare un po’ il papà» ha detto Matteo Metullio subito dopo l’annuncio della famiglia Wieser che annunciava la chiusura de “La Siriola” programmata per il prossimo 31 marzo. «Non è facile per me e per mia moglie Elena seguire nostro figlio Nicolò, dieci mesi, senza aiuti in Val Badia mentre io lavoro sempre. Ho bisogno di concentrarmi su di loro per un po’, quindi torniamo a Trieste, dove continuerò la consulenza per l’Harry’s Piccolo e dove i miei genitori potranno darci una mano. Per il 2019 andrà così, nel 2020 vedremo. Non è stata una scelta facile, forse sarebbe stato meglio litigare con i Wieser, almeno ci sarebbe stato un motivo di scontro: invece il nostro rapporto è sempre ottimo, per me sono sempre i miei titolari. E quando abbiamo preparato la nota di addio avevamo tutti le lacrime agli occhi. Ma ci sono momenti nella vita in cui senti scricchiolare qualcosa dentro e sai di dover prendere una strada. Ora mia moglie è più serena e lo sono anche io».

Intanto, l’effetto di una decisione di certo “controcorrente” ha fatto già molto rumore nell’ambiente. Così come la decisione di chiudere anche il Ristorante “La Siriola” a seguito della scelta di Matteo Metullio che dopo il 31 marzo lo vedrà trasferirsi a Trieste lasciando l’Alta Badia. I tanti frequentatori attenti ed affezionati a quel luogo avrebbero certamente gradito molto di più se “La Siriola” avesse scelto di chiamare alla guida della sua cucina un altro chef che potesse sostituire Matteo Metullio. Ma il sodalizio tra la famiglia Wieser e Matteo Metullio è stato così saldo in questi anni, rimasto tale anche dopo la scelta coraggiosa dello chef triestino, che “La Siriola” chiuderà. Un epilogo che conferma il valore di quel sodalizio.

«Sono stati – ha detto a proposito Stefan Wieser – anni di lavoro intenso, caratterizzati da una continua ricerca del bello e del buono da tutto il mondo e la stima e l’affetto dei tanti nostri ospiti italiani e internazionali ce lo hanno riconosciuto negli anni. Da noi hanno trovato non solo una cucina di elevata qualità, ma anche  e soprattutto il calore di una sentita e sincera ospitalità, che rappresenta e rappresenterà anche in futuro  una parte fondamentale della nostra offerta»

Non ha voluto cercare nessun sostituto Stefan Wieser convinto che ripartire dall’assenza di Matteo Metullio sarebbe stato arduo. L’Hotel Ciasa Salares a San Cassiano in Alta Badia continuerà ad ospitare con grande professionalità, come ha sempre fatto la famiglia Wieser ,tutti coloro che passeranno da quelle parti anche quando, dopo il 31 marzo prossimo, “La Siriola” avrà spento i fornelli ed un più consueto ristorante d’Hotel farà sedere i commensali a pranzo e a cena. Farà frutto comunque la grande esperienza di questi anni della famiglia Wieser e la professionalità che è stata una stella polare sopra questa parte d’Alta Badia.

«Ora – ha proseguito Stefan Wieser – è tempo di voltare pagina e di realizzare altri e innovativi progetti, sostenuti dal nostro solito entusiasmo e dalla grande esperienza acquisita, siamo già  tutti al lavoro… . In questo momento desidero ringraziare tutti coloro che ci hanno seguito nel nostro percorso condividendo e apprezzando le nostre scelte enogastronomiche. Il ringraziamento è esteso a tutti i nostri collaboratori, senza l’entusiasmo e il lavoro dei quali, “La Siriola” non avrebbe potuto raggiungere l’eccellenza che l’ha resa grande. A questo proposito, voglio ricordare e ringraziare tutti i ristoratori e gli albergatori con i quali abbiamo collaborato e intrapreso tante splendide iniziative. Grazie alla stampa locale e nazionale e alle guide. Un grazie particolare va a Matteo Metullio e a tutta la sua brigata, e allo staff in sala. Matteo, in questi ultimi anni, ha avuto la responsabilità della cucina della “Siriola” e ha contribuito, con la sua riconosciuta professionalità, al successo del ristorante. È stato entusiasmante lavorare con lui, e sono sicuro che il suo cammino futuro, che ora lo riporta a casa, sarà lastricato di altre belle soddisfazioni. Il suo innato talento lo porterà lontano».

Stefan Weiser assieme a Matteo Metullio

La redazione di grandichef.com è convinta, come Stefan Wieser, che Matteo Metullio raggiungerà nei prossimi anni altri importanti traguardi ripartendo dal valore che lui ha saputo conferire alla parola “famiglia”. Ripartirà dal figlio Nicolò e dalla moglie Elena ma anche dal suo innato talento che lo ha portato così giovane a raggiungere non solo due stelle Michelin ma anche altri ed importanti riconoscimenti con l’apprezzamento per le sue qualità umane. Seguiremo anche all’Harry’s Piccolo di Trieste Matteo Metullio lì dove, fresca di qualche mese, è arrivata la stella Michelin che porta anche la sua firma. Convinti che la sua sia stata una scelta che esprime, per intero, il grande valore umano di un ragazzo che per amore dell’amore e dei sentimenti che contano ma che vengono così spesso sacrificati ha scelto di stare accanto a suo figlio piccolissimo e alla sua giovane moglie lasciando un luogo e delle persone con cui stava bene e, soprattutto, due stelle Michelin conquistate in poco tempo in un luogo bellissimo. A Matteo, al piccolo Nicolò e ad Elena auguriamo giorni felici vissuti assieme persuasi che Matteo, molto presto, sarà più forte e determinato di prima per non privare del suo talento la cucina italiana.

Nella foto in alto ed in quella sotto, Matteo Metullio con tutti i collaboratori dell’Harry’s Piccolo di Trieste.

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