Di tutte le immagini che Paris Ruocco ha dei suoi nonni quelle ritratte sotto gli alberi di fico di una terra bellissima, come lo è il Cilento, sono, senza dubbio, le più nitide. Questa è la terra dove nacquero tutti i segreti e gli ingredienti della dieta mediterranea. Qui ci sono uomini ed imprese, contadini e  terreni, costumi e stagioni che fanno famiglia, ricordi, produzioni, valori. Qui la terra ha spazi in pianura ma anche e, soprattutto, tantissimi spazi che stanno su pendii che lavorarli richiede una fatica immane. Ma quando arrivano i frutti sorridono vecchi e bambini, le loro madri e le nonne uniti da un’economia che rimane, in molte sue parti, contadina e rurale. Poi sopra tutti i frutti che questa terra produce c’è il fico bianco del Cilento che ha ricevuto il giusto riconoscimento diventado un prodotto DOP (a denominazione di origine protetta). Attorno a questo “tesoro” Paris Ruocco, combatte la sua battaglia personale, chiede di tutelare i produttori corretti e leali, chiama all’appello tutte le altre aziende agricole di questa parte della Campania che hanno a cuore la tutela del vero fico bianco del Cilento DOP.

Nel frattempo  la sua azienda agricola che, manco a dirlo, si chiama”il Fico” ha un mantra che risponde al nome di Paris Ruocco e due ragazzi, i suoi figli, Guido e Maurizio, uno dei quali ha in capo l’intestazione dell’impresa che vive, si rinnova e propone nuove prelibatezze dove il fico bianco del Cilento è sovrano grazie anche all’apporto dell’intero nucleo familiare, ai ficheti, diversi ettari di terreno, che la famiglia Ruocco possiede e cura da decenni. Un’impresa che è diventata anche un modo per onorare le radici, una scommessa per far diventare la coltivazione, la produzione e la trasformazione del fico bianco cilentano un simbolo di questa terra che pure di prelibatezze ne ha diverse come, per esempio, la mozzarella di bufala.

«Il “Fico Bianco del Cilento” DOP – recita la nota – è un prodotto che ha caratteristiche uniche e di assoluto pregio, apprezzate in tutta Italia e all’estero. Quello prodotto dall’Azienda Agricola di Agropoli deve la sua denominazione al colore giallo chiaro uniforme della buccia dei frutti essiccati, che diventa marroncino per i frutti che, invece, subiscono un processo di cottura a forno. Questa varietà di fico è composta da una polpa di consistenza tipicamente pastosa, dolce, di colore giallo ambrato, con acheni prevalentemente vuoti e ricettacolo interno quasi interamente pieno. Queste sono le caratteristiche che vengono considerate di eccellenza per la categoria e rappresentano i tratti distintivi che qualificano il “Bianco del Cilento” DOP sui mercati».

La produzione ha i suoi tempi. I fichi li inizi a vedere sugli alberi che sono numerosissimi nei ficheti della famiglia Ruocco già molto tempo prima che arrivi che la calda stagione; a luglio crescono in fretta sotto i raggi di un sole cocente temendo che il clima non faccia brutti scherzi, una grandinata violenta o le tempeste d’estate. Agosto è il mese della raccolta che l’Azienda agricola “il Fico” dedica al lavoro più operoso. Molti dei fichi, appena raccolti a mano, uno ad uno, sono da essiccare o, prima ancora, da “munnare”, termine autoctono che indica il lavoro con cui gli operai dell’Azienda agricola tolgono la buccia fresca ai fichi appena raccolti prima di metterli ad essiccare tutti assieme senza più la buccia.

Paris Ruocco, assieme ai figli Guido e Maurizio, ci spiega i dettagli, ci parla delle visite guidate, ci conduce per mano, ci dice quello che vedremo e proveremo nei prossimi mesi, sottolinea ciò che si può fare, con la qualità dei suoi prodotti, in un progetto come grandichef.com, ci parla del distillato di fichi che produce, del famoso “fico di Francesco” che ha la punta immersa nel cioccolato fondente, del salame di fico munnato nelle due varianti con il peperoncino cilentano e con il rosmarino. Ci fa provare il suo gelato fatto con i fichi. Ci fa vedere i controlli a cui la sua Azienda è sottoposta di continuo ma, soprattutto, la conquista della certificazione di prodotto biologico richiesta ed approvata appena pochi giorni fa. È una soddisfazione ma anche un impegno. Corona gli sforzi di questi anni e la memoria dei nonni. Porta ad essere “Il Fico” la prima Azienda agricola che produce il “Bianco del Cilento” DOP e ora anche BIO.

Così il sodalizio tra il gruppo dei migliori fornitori di grandichef.com e l’Azienda Agricola il Fico riporta l’attenzione sui valori di un impegno che si esige dai produttori del buon cibo italiano. Come quando a Paris Ruocco è toccato spiegare la missione dell’azienda Agricola il Fico su Rai 3 nel corso della trasmissione GEO che ha parlato di un vero e proprio esempio di produzione originale tipica e di qualità del Fico Bianco Del Cilento DOP (e da poco anche BIO) e dell’Azienda Agricola il Fico come di una realtà legata al mondo dell’agricoltura che si trova ad Agropoli, in provincia di Salerno, specializzata nella produzione e commercializzazione di fichi essiccati. Una delle principali realtà nel settore grazie alle circa 8.000 piante di Fichi Bianchi del Cilento DOP, certificate da Agroqualità S.p.A. (l’organismo di controllo di questo prodotto DOP). Una produzione che viene poi essiccata al sole e trasformata, attraverso procedure riconducibili ad una sapiente ed antica tradizione, in confetture e tante altre prelibatezze al cioccolato o sotto forma di biscotti, di distillato e anche di melassa per gelaterie e pasticcerie.

Il filmato che potrete vedere riporta la puntata di Geo&Geo seguito ad un altro breve video aziendale che mira a riassumere le attività dell’Azienda Agricola il Fico con cui siamo lieti di percorrere, assieme, i prossimi mesi. Le foto di produzione e da una nota storica sul fico bianco del Cilento che meglio può farci comprendere la radici di una coltivazione che ha fatto la storia di quel territorio completano questo primo approfondimento con l’Azienda Agricola il Fico della famiglia Ruocco di Agropoli.

La nota storica sul fico bianco del Cilento

Sul portale della Regione Campania nel settore dei prodotti tipici il fico del Cilento occupa lo spazio di un degno approfondimento. Si legge che «l’introduzione nel Cilento del fico sembra essere precedente al VI secolo a. C. Essa è da attribuire ai coloni greci che in quest’area avevano fondato diverse città. Celebri autori dell’epoca romana hanno decantato le caratteristiche dei prodotti agricoli del Cilento tra i quali i fichi essiccati. In molti documenti, infatti, appare evidente come il fico essiccato sia identificativo dell’area del Cilento. Catone, e poi Varrone, raccontavano che i fichi essiccati erano comunemente utilizzati nel Cilento e nella Lucania come base alimentare della manodopera impiegata nei lavori dei campi. È facile capire come questa convivenza millenaria abbia condizionato fortemente la cultura locale, cosa che traspare nelle espressioni idiomatiche, nelle storie, nelle fiabe ed in tutto ciò che è espressione dell’immaginario umano. Ancora, nella metà del 1400 è documentata, nel “Quaterno doganale delle marine del Cilento” (1486), l’esistenza di una fiorente attività di produzione e commercializzazione di fichi secchi, avviati sui principali mercati italiani come alimento di pregio. Il “Fico Bianco del Cilento” DOP si è andato quindi gradualmente evolvendo, da “pane dei poveri”, come un tempo veniva definito, ad alimento pregiato da consumare soprattutto nel periodo natalizio. I fichi, pertanto, sono stati da sempre una notevole fonte di reddito ma anche alimento di base per le popolazioni locali in difficili periodi storici, grazie all’abbondanza degli stessi ed alla possibilità di conservarli per l’intero periodo dell’anno con l’essiccazione. Si deve infatti alla secolare tenacia e alla capacità dei produttori cilentani se oggi disponiamo di un prodotto di assoluta qualità. Le piante di fico da millenni hanno così contribuito a caratterizzare il paesaggio rurale del Cilento diventandone, insieme all’olivo, l’icona della locale civiltà contadina»..