In quella parte della Campania, il sannio/beneventano, dove il legame tra l’uomo e la natura offre ancora molti modelli virtuosi, aziende d’eccellenza enogastronomica, vigneti, stalle, pascoli e mandrie, produzioni autoctone, storie di famiglie che mettono passione, che tramandano saperi, produzioni, stili di vita, memoria di gesti, che rinnovano impegni e cure in ciò che fanno a favore del buon cibo, grandichef.com ha voluto far partire un progetto itinerante, che farà tappa in molte parti d’Italia, di formazione, degustazione, valorizzazione e narrazioni attorno a cibi, prodotti, tipicità, presidi, cucine, varietà di formaggi e di vini, saperi e disciplinari che molto possono fare per incidere nella ricupero di un nuovo modo di vivere e pensare alla nostra alimentazione.

Abbiamo voluto mettere attorno allo stesso tavolo per dettagliare i contenuti della prima tappa de “i cibi raccontano, tipicità, prodotti e storie dal territorio” tre tra le più rappresentative realtà associative che operano da decenni nell’ambito della enogastronomia italiana: Slow Food (l’associazione fondata da Carlo Petrini), Onaf (l’organizzazione nazionale degli assaggiatori di formaggi), Ais (l’associazione italiana sommeliers). Assieme a loro abbiamo dato anche i contorni ad un percorso di cinque appuntamenti iniziati lo scorso 6 aprile e fino al 4 maggio quando, in quel venerdì dalle 20 a sera inoltrata, tutti i temi, le aziende produttrici, le storie che si sono raccontate, le tipicità si ritroveranno, come negli altri quattro precedenti incontri, presso “il Melograno” l’agriturismo che vive a Durazzano, in provincia di Benevento grazie a MicheleMaria Di Nuzzo, la cuoca che da diversi decenni porta a tavola i sapori di un territorio, la cura con cui la famiglia Di Nuzzo affina il proprio caciocavallo nella grotta di casa o produce i vini della propria azienda vitivinicola oggi guidata dal giovane ma già molto motivato Agostino Di Nuzzo.

I quattro incontri già svoltisi nel corso del mese di aprile, con quello finale in programma venerdì 4 maggio che si preannuncia di grande interesse, hanno visto la partecipazione di tante persone oltre quella di coloro che nel mondo del cibo ci sono per impresa,  missione associativa, competenze varie. Partecipanti il cui obiettivo è stato quello di ricuperare informazioni e saperi utili anche nelle vite domestiche dove il cibo diventa quotidiano, nutrimento per la vita. Fedele ed efficace “estratto” del corso di primo livello per assaggiatori di formaggi che l’Onaf, l’organizzazione nazionale degli assaggiatori di formaggi, propone ai propri associati è stato il tema ed il contenuto del primo incontro, quello del 6 aprile scorso, quando con competenza e professionalità Mario Sanza, membro autorevole dell’Onaf che opera a Caserta ha guidato i presenti lungo un itinerario formativo con schede di valutazione, analisi delle varietà, delle differenze, delle produzioni e delle storie dei diversi formaggi presi in esame. Il secondo incontro, quello del 13 aprile scorso, ha visto invece Armando Ciardiello, fiduciario della condotta Slow Food della valle Caudina condurre i presenti in un itinerario tra prodotti di presidio, approcci, degustazioni, storie di produttori e di disciplinari che difendono e promuovono il buon cibo, la qualità, la tracciabilità. Il terzo incontro, invece, ha visto la partecipazione dei sommeliers dell’Ais “immergersi” tra viticolture, assaggi di vini, panel formativi per conoscere e capire le qualità del vino e l’enologia in genere.

Tanti i volti e le storie raccontate e tante anche le degustazioni, gli assaggi di vini, liquori, oli, distillati, formaggi e pasta, cereali e grani, farine e legumi. Non a caso, il quarto e penultimo incontro, che come gli altri quattro ha avuto un suo tema, ha messo assieme la storia di due chef, Maria Di Nuzzo, padrone di casa al “Melograno” di Durazzano e Daniele Roviezzo chef/patron presso “Rovy” il ristorante gourmet che è a Montesarchio, in quella stessa provincia di Benevento dove in tanti posti dove il cibo si produce o si cucina hanno scelto il territorio, la tracciabilità, la custodia di sapori e gusti rimasti nella memoria di questo territorio. Assieme, i due chef, hanno parlato della cottura dei cibi e di come si conservano con la cottura le qualità organolettiche dei cibi. Supportati da schede video, percorsi formativi.

Il quinto incontro che concluderà l’itinerario “i cibi raccontano, tipicità, prodotti e storie dal territorio” sarà assieme epilogo e sintesi di tutti i temi e le partecipazioni trattate in queste settimane. Un bilancio assolutamente positivo se si pensa che grandichef.com ha voluto e potuto mettere assieme, grazie alle loro disponibilità, per la prima volta attorno allo stesso tavolo già nella fase organizzativa, Slow Food, Onaf e Ais affinché si potessero portare nel progetto “i cibi raccontano, tipicità, prodotti e storie dal territorio” tutti i valori dei loro rispettivi impegni, di stili diversi, di modi e contenuti fondamentali per riconsiderare l’approccio con il cibo in maniera più giusta e salutare. Un cibo per il corpo ma anche e soprattutto un cibo per la mente che ha visto, tra un degustazione e l’altra, disposti a spazio didattico, i presenti animare quel “salotto culinario”, come ribattezzato dal giornalista Francesco De Rosa, alla direzione di grandichef.com, che ha ideato e guidato il progetto “i cibi raccontano”.  Un test perfettamente riuscito che ha dato spunti e concretezze per fare in modo che esso possa arrivare in altri luoghi d’Italia dove parole come “tracciabilità”, “territorio”, “enologia”, “produzioni autoctone”, “cibo di qualità” è molto di più che uno slogan. Intanto vincenti sono stati, in questa prima occasione che ha tenuto a battesimo il progetto, i valori, la storia e la qualità di una dimora, quella dell’agriturismo “il Melograno” a Durazzano che ha saputo, come di consueto da queste parti, coniugare accoglienza e stile, garbo e supporto in un unico luogo.

(Le foto sono di Valerio Savino)