Alla 52esima edizione del Vinitaly in programma dal 15 al 18 aprile 2018 c’è anche “grandichef.com”. Puntiamo gli obiettivi su una delle fiere italiane più famose al mondo con una platea ben più ampia che quella nazionale del settore dei vini e dei distillati. Un settore dove l’Italia fa registrare numeri elevati. Siamo quelli che in volume si collocano al primo posto nel mondo anche se in ricavi ci supera la Francia probabilmente per il costo più elevato dei suoi vini pregiati.  “grandichef.com” è a Vinitaly per realizzare reportage, annotazioni, approfondimenti, raccogliere curiosità, capire tendenze, leggere un settore che costituisce un caposaldo anche dell’alta enogastronomia italiana. Non c’è chef stellato che non debba abbinare ai propri piatti vini in grado di esaltarne il gusto ed i sapori. Un’edizione, quella del 2018, che è, senza dubbio, caratterizzata dai grandi numeri. Quest’anno ci sono 4.380 espositori (130 in più rispetto al 2017), 36 Paesi stranieri presenti nell’International WineHall (erano 29 la scorsa edizione),  la 52esima edizione della fiera vitivinicola più importante d’Italia è iniziata sull’onda dell’ottimismo. Un anno nel quale, come rivela uno studio di Coldiretti, si assiste a una “svolta green” che cambia i “connotati” di ciò che arriva nei bicchieri: mai tanto vino biologico è stato versato dagli italiani che hanno fatto segnare un balzo record del 45% nelle vendite del 2017 rispetto all’anno precedente, per un totale di 3,84 milioni di litri venduti nella grande distribuzione a livello nazionale.

Alla inauguazione di domenica 15 aprile ha fatto il suo “debutto” il presidente del Senato, Maria Elisabetti Alberti Casellati accanto ad un volto già noto da queste parti come quello di Matteo Salvini e a quello, inedito, di Luigi Di Maio sui quali l’attenzione dei media presenti si è fatta sentire. Complice anche il risultato incerto per la formazione del nuovo governo da formarsi dopo le elezioni dello scorso 4 marzo. Il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese non ha nascosto la soddisfazione di questa edizione che ha i grandi numeri e porta al Salone di Verona sempre maggiore prestigio internazionale.  Con il viceministro dell’Agricoltura Andrea Olivero, il governatore del Veneto Luca Zaia, la prima giornata è andata via così. Per la seconda, lunedì 16, mentre scriviamo la fiera accoglie la visita del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

“Vinitaly è un’eccellenza assoluta e un vero fiore all’occhiello per Verona, il Veneto e per l’intero Paese – ha affermato la presidente del Senato Alberti CasellatiQui c’è l’Italia migliore, che lavora, che innova, che riesce a coniugare il lavoro nei campi con l’innovazione tecnologica e le nuove frontiere del commercio digitale”.

Maurizio Danese ha invece fatto riferimento alle molte “opportunità inesplorate per il vino italiano, sia in aree che vengono considerate mature, come gli Stati Uniti, sia in quelle con un forte potenziale come la Cina. E c’è un’intera fascia nel Centro-Sud del mondo, totalmente da scoprire per il nostro export”. 

“La grande festa del vino italiano – ha aggiunto il viceministro Oliviero – è un momento di riflessione per capire quanto è stato fatto e quali sono i passi per crescere ulteriormente. Il vino è diventato icona del made in Italy e il legame con il turismo è forte ed è in grado di rappresentare l’Italia. Questa città può confermarlo più di ogni altra che è possibile una liaison tra produzione e bellezza. Serve sempre di più aprirsi al turismo, perché i dati ci dicono che un turista su tre cerca food & wine“.

La fiera, in pieno svolgimento, sta catturando l’attenzione dei tanti visitatori che sono qui. Con gli occhi vigili di chi, noi tra loro, dovrà farne racconto. Felice di documentarvi su un appuntamento che ha fatto molta strada se si pensa che la prima esposizione enologica veronese si tenne nel 1867 all’arena. Il 22 e il 23 settembre di cent’anni dopo, nel 1967 si svolsero nel palazzo della Gran Guardia le Giornate del Vino Italiano e si scrisse, di fatto, così l’atto di nascita ufficiale di Vinitaly.

La prima esposizione di Verona dedicata al vino del 1867 che si svolse all’Arena di Verona

“Nel tempo, Vinitaly, Salone Internazionale del vino e dei distillati, che si è tenuto sempre a Verona dal 1967, con cadenza annuale – si legge in una nota – si è esteso per oltre 95 000 m², contando più di 4 000 espositori l’anno e registrando circa 150 000 visitatori per edizione. Il salone raccoglie produttori, importatori, distributori, ristoratori, tecnici, giornalisti e opinion leader.

Ogni anno ospita oltre cinquanta degustazioni tematiche di vini italiani e stranieri e propone un programma convegnistico che affronta le principali tematiche legate alla domanda ed offerta del mercato del vino, le analisi sono condotte dell’Osservatori di Vinitaly Studi&Ricerche”.

Oltre alle aree espositive dedicate ai produttori di vino, il salone si compone di workshop, buyers club ed aree espositive speciali per promuovere il Made in Italy e far conoscere sul mercato le aziende emergenti. Nel contesto di Vinitaly si organizzano concorsi e premi internazionali, i più famosi: il Concorso Enologico l’Internazionale, International Packaging Competition e il Premio Internazionale Vinitaly che assieme all’International Wine and Spirit Competition promuove la divulgazione della cultura del vino nel mondo. In contemporanea al Salone del vino si tengono: Sol, Salone Internazionale dell’Olio d’Oliva Extravergine di Qualità, Agrifood Club, Rassegna dell’Agroalimentare di Qualità, ed Enolitech, Salone Internazionale delle Tecniche per la Viticultura, l’Enologia e delle Tecnologie Olivicole ed Olearie.

Vinitaly inoltre organizza il fuorisalone Vinitaly for You, evento winebar che si tiene nel centro storico di Verona.

Vinitaly svolge anche la funzione di ambasciatore del vino italiano nel mondo attraverso Vinitaly in the world che organizza eventi nei principali mercati internazionali.